I bozzelli, recuperati da antiche
imbarcazioni, cantieri edili, depositi agricoli, cantieri navali, in
Italia e all'estero, vengono accuratamente restaurati e riportati al
loro originario splendore.
Dove è possibile si effettua un restauro che non alteri la natura e le
caratteristiche cromatiche e strutturali, non utilizzando pertanto
carte vetrate ,abrasivi in genere e mordenti per legno. Ma prima di arrivare
a maneggiare il blocco di legno bisogna liberarlo dalle pulegge e dalla stroppatura.
Arriviamoci con ordine analizzando
per primo il caso in cui il bozzello sia stroppato in ferro.
fase 1 - apertura della borchia di
chiusura del perno.
Di solito la borchia è assicurata
con tre o due chiodini ,nei bozzelli più pregiati invece sono due viti a fermare
la borchia sulla maschetta
fase 2 - estrazione del
perno.
Tale operazione risulta
difficoltosa per la presenza di ossidazioni che cementano il perno alla
puleggia, pertanto è necessario irrorare con abbondante olio a bassa densità
usando con attenzione eventuali estrattori od altri attrezzi per spingere
fuori il perno. Nel caso il perno fosse in bronzo potrebbe essere anche
utile del succo di limone per sciogliere gli ossidi formatisi.

fase 3 - estrazione della stroppatura .
La stroppatura in ferro può essere interna o esterna ,
quella interna corre lungo le maschette in scanalature pertanto è
soggetta ad incrostazioni accumulate nel tempo, quella esterna non sempre è
rimuovibile perchè spesso è forgiata a vestire il blocco.
stroppatura esterna
rimovibile

stroppatura esterna fissa
Dopo aver estratto perno e pulegge si procede a
sfilare la stroppatura.


Nel caso la stroppatura fosse in corda, per liberare
il blocco bisogna rimuovere la legatura che stringe sotto il gancio assicurando il
blocco alla corda

fase 4 - pulitura del blocco.
In alcune situazioni, in fase di pulitura, si devono
usare maniere forti data la condizione talvolta disperata in cui versano
alcuni pezzi.
Non è il tempo
oppure l'esposizione alle intemperie il danno maggiore, ma i continui
rimaneggiamenti che nella propria vita ha subìto un qualsiasi pezzo
d'antiquariato. La vernice è pertanto il nemico numero uno di qualsiasi
restauratore. I bozzelli in particolare hanno subìto spesso questa violenza,per preservare il legno dalle aggressioni atmosferiche,
la migliore
soluzione era una bella passata di vernice bianca ,rossa,blu, che avrebbe
caratterizzato anche l'appartenenza del bozzello, ad uno oppure ad un
altro scafo.

E qui le strade sono diverse 1) sverniciatore 2 )
fuoco 3) raschietto 4 ) carte vetrate ; le diverse scuole di
pensiero potrebbero trovare difetti in qualsiasi delle quattro tecniche.
Dove non è presente vernice o catrame la pulitura
viene effettuata con lana d'acciaio sottile bagnata con un composto di
alcool, petrolio ed olio paglierino miscelato in parti uguali, facendo
attenzione nel rimuovere lo sporco man mano, per evitare che venga
riassorbito dal legno.
fase 5 pulitura parti
metalliche
Le pulegge e la
stroppatura con l'eventuale perno vanno spazzolati con spazzola d'acciaio
liberandoli dalla ruggine e puliti con nafta o petrolio; se le pulegge sono
in bronzo bisogna lasciarle a bagno in acqua e aceto diluiti in parti uguali
per poi ripulirli della patina con lana d'acciaio sottile bagnata con lo
stesso composto. Meglio ancora sarebbe inserire un batuffolo di lana
d'acciaio in mezzo limone e strofinare con forza permettendo al succo di
limone di bagnare la lana.
fase 6 finitura del blocco
In questo ambito (parliamo di pezzi da esposizione che
non subiscono alcuna aggressione ) vige la sensibilità e l'esperienza del
restauratore, ma dal momento che le teorie sono varie è sempre il gusto ad
avere la meglio.

Per i pezzi della mia collezione amo
rifinirli semplicemente con olio danese che ravviva le venatura lasciando
inalterato sia colore che porosità del legno.
Vero è che alcuni legni sono provati
e depigmentati dal tempo e dalla salsedine, in questo caso utilizzo
semplicemente gomma lacca (quella a scaglie da sciogliere nell'alcool
a bagnomaria ) che dà quella sfumatura ambrata, calda , e permette di
gestire a piacere la lucentezza con il numero dei ripetuti passaggi . La
gomma lacca può anche essere utilizzata come consolidante del legno,
imbibendo quest'ultimo con una soluzione più diluita permettendo così una
maggiore penetrazione nelle parti interne.
Nei casi disperati, e dove è strettamente necessario,
si potrebbero usare oleoresine oppure addirittura prodotti come il paraloid.
Ho provato anche resine all'acqua, non sono male, facili da maneggiare, non tossiche, inodore, asciugano in fretta e sono
anche facili da stendere.
Anche l'effetto della cera non va
trascurato di contro c'è l'odore intenso, per alcuni e un profumo mentre
per altri è irritante.
fase 7
riassemblaggio
Finalmente
potete rimontare il tutto facendo solo attenzione al verso della stroppatura
, il gancio deve trovarsi dalla parte alta del bozzello ,questa si riconosce
dal maggiore spazio che separa il foro del perno con il bordo esterno del
bozzello. In effetti le pulegge non sono centrate perchè la parte alta
deve permettere l'inserimento della corda.
